Oh, se fossi solo e nessuno mi amasse, se io stesso non avessi mai amato nessuno! Tutto questo non ci sarebbe!
mercoledì 6 maggio 2009
Galleria delle Parole
Oh, se fossi solo e nessuno mi amasse, se io stesso non avessi mai amato nessuno! Tutto questo non ci sarebbe!
lunedì 27 aprile 2009
L'attrazione turistica
venerdì 17 aprile 2009
mercoledì 15 aprile 2009
sabato 11 aprile 2009
Galleria delle Parole
To see a World in a grain of sand,
And a Heaven in a wild flower,
Hold Infinity in the palm of your hand,
And Eternity in an hour.
Gli auguri dell’Innocenza
Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l’Infinito nel cavo della mano
E l’Eternità in un’ora.
William Blake
giovedì 9 aprile 2009
lunedì 6 aprile 2009
A fortiori
Ancora ripensava agli anni passati tra il suo appartamento nel ghetto e la sede del partito. Tra l'inazione e le parole, con cui costruiva meravigliose impalcature e su cui poggiava ogni sua spiegazione. A quei tempi la Spagna sembrava solo un posto vagamente esotico dove la gente si prendeva un po' troppo sul serio e comunque un posto troppo lontano da Varsavia, per perdervi la vita. Eppure se ne era parlato ovunque, coi compagni, coi colleghi - alcuni di loro erano addirittura andati a sparare ai fascisti. Lui, dal canto suo, si accontentava di sparare sentenze sulle sovrastrutture politiche e gli intrecci economici che facevano si che questa fosse solo una farsa di gente dal sangue mediterraneo, e che loro, grazie ai compagni russi, non avrebbero avuto nulla da temere. Il tempo passava, ma al giovane Shlomo l'idea di combattere per qualcosa di così intangibile, di combattere per un'idea – per quanto la si potesse condividere – sembrava qualcosa di così immaturo, da non volersi compromettere, rimanendo lasso sull'amaca delle sue proposizioni. Anni dopo in treno, gli ritornò in mente la diatriba di quei tempi, e di nuovo si arrovellò, ma con spirito nuovo, si chiedeva come sarebbe stato morire per la sua idea, cosa avranno provato i suoi compagni nel farlo e l'esperienza delle trincee, la prima linea contro un nemico chiaro ed identificabile. Pensava ancora a questo quando giunse a Birkenau.
sabato 21 marzo 2009
De pulchritudine
Dicevo, la bellezza è la prima e forse unica lotteria naturale che ti segna da quando vieni concepito, la combinazione dei tuoi geni, dall'istante della fecondazione, segna in bene o in male la tua vita. Io parto da una considerazione elementare e cioè :"il bello piace, il brutto no". Quello che dico può forse risultare come limitante riguardo a quello che può poi essere la persona tout court, ma la bellezza o la bruttezza riguardano tutti gli ambiti della nostra vita. E' anche ovvio che ci sono ambiti in cui la bellezza non è determinante, ma resta a mio parere quel quid che ti apre le porte della felicità di ogni giorno. Cerco di spiegarmi: io non mi reputo né bello né brutto, e ho un rapporto molto ironico con la mia immagine allo specchio, ma diciamo che questo atteggiamento è il frutto di attente riflessioni che mi hanno fatto maturare. Pensate cosa può essere lo specchio tutte le mattine per un brutto vero, oggettivo, il mondo deve sembrare e sembra un regno governato da una elite di belli da cui tu sarai sempre escluso per colpa di nessuno o al massimo dei tuoi genitori che ti hanno fatto brutto. Un altro aspetto fondamentale è la vita di relazione, se siete brutti starete con un brutto a meno che un bello non vi scelga e non c'è altra soluzione di sorta.
Quindi oh mio caro e buon Dio, so di essere magari un po' manicheista (anche se sei tu ad averci suddivisi così) e che in fondo la vita ha infinite scale cromatiche, ma come negare quello che ho appena esposto in questo post assurdo e inutile come una bella ad un concorso di bruttezza (che tra l'altro finirebbe per vincere - in quanto nessun vero brutto vorrebbe vincere il concorso che lo consacra come tale - rimanendo pur sempre sicura della sua bellezza). Come credere che distribuisci occhi verdi e glaucomi con la stessa facilità e spensieratezza con cui io butto giù una Ichnusa insieme al suddetto pard. Forse scrivo questo perché non sono talmente maturo e vorrei essere bello.
mercoledì 11 marzo 2009
Galleria delle Parole
sperando nella nostra conversazione
"L'amore è sempre stato di bocca buona riguardo ai suoi primi alimenti. Le prime conversazioni dell'amore assomigliano agli omogeneizzati dei bambini. Non importano gli ingredienti, tanto è di altro che si parla. L'amore sfida le leggi della dietetica, si nutre di tutto e un niente lo nutre. Si son viste autentiche passioni nascere da conversazioni così povere di proteine da reggersi a stento in piedi."
lunedì 16 febbraio 2009
Memoria ad hoc
La domanda, in conclusione è, fino a quando la storia sarà letta sotto la lente miope della politica? Fino a quando, avremo una classe politica che per partito preso non festeggia il 25 Aprile, in quanto di sinistra? Non sarebbe meglio utilizzare la memoria come monito, affinché ciò che è accaduto non accada mai più?
mercoledì 21 gennaio 2009
la physique de mon nom
è pioggia
che scende dagli alberi
quando ormai
non piove più
martedì 20 gennaio 2009
Foutaise - Uno Diviso Due Fa Uno
sabato 17 gennaio 2009
Galleria Video
Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s'archipatta.
E' frusco il lonfo! E' pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t'arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t'alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.
Fosco Maraini (su Wikipedia)
Gigi Proietti (su Wikipedia)
Metasemantica (su Wikipedia)
mercoledì 14 gennaio 2009
sabato 10 gennaio 2009
Cuori, Quadri, Fiori e Picche
domenica 21 dicembre 2008
Il Natale dei Senza Speranza
giovedì 18 dicembre 2008
indifferenza
il letto inconscio dell'emotività
facendo finta che quello ch'era
oggi non è più
prima o poi il fiume
senza pioggia
perderà le sue anse
e dall'amore non nascerà
che indifferenza
mercoledì 19 novembre 2008
Galleria delle Parole
Sous le pont Mirabeau coule la Seine
Et nos amours
Faut-il qu'il m'en souvienne
La joie venait toujours après la peine
Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure
Les mains dans les mains restons face à face
Tandis que sous
Le pont de nos bras passe
Des éternels regards l'onde si lasse
Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure
L'amour s'en va comme cette eau courante
L'amour s'en va
Comme la vie est lente
Et comme l'Espérance est violente
Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure
Passent les jours et passent les semaines
Ni temps passé
Ni les amours reviennent
Sous le pont Mirabeau coule la Seine
Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure
Guillaume Apollinaire
TRAD:
Il Ponte Mirabeau
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L'onda stanca degli eterni sguardi
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
L'amore se ne va come quest'acqua corrente
L'amore se ne va
Com'è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Guillaume Apollinaire
Apollinaire su Wikipedia
domenica 9 novembre 2008
le loup et la caverne
il mio corpo è cavo.
All'interno parole e sentimenti
s'amplificano
in un' eco ridondante e dolorosa.
Dalle sue guglie aguzze
rimbalzano i colori della vita,
che i neghittosi sensi
continuano a narrarmi.
Così io prosieguo a scivolare
senza appigli,
sulle pareti lisce
del mio affrancamento filiale.
domenica 2 novembre 2008
Moi-même!
non più versi
solo corpo e sorrisi
per sciogliere i miei pensieri.
Non importa il futuro
né il sogno,
solo il presente indicativo
alla prima persona singolare.
Muoio e rinasco ogni mattina
rinuncio a tutto
per battere me stesso.