lunedì 26 maggio 2008

La Questua


IL 15 maggio appena trascorso è uscito, per Feltrinelli, nelle librerie di tutta Italia l'ultima fatica giornalistica del redattore di Repubblica Curzio Maltese intitolato "la Questua". Un' inchiesta che cerca di portare a galla numeri e documenti sulle cifre e le rendite facenti riferimento alla Chiesa Cattolica. Posto l'uscita di questo libro in quanto spero che tramite questo misero blog possa trovare risalto anche in altre "teste" quest'inchiesta lasciata totalmente al di fuori dei grandi circoli pubblicitari e mediatici e di cui io stesso sono venuto a conoscenza tramite l'ascolto di Radio Radicale. Considerando che ancora non ho letto il libro vi posto il link con la descrizione sul sito della casa editrice.

Vai alla descrizione

venerdì 23 maggio 2008

Le tulipe malheureux


Provo a pensarti


distesa supina sulle coperte

con la mano chiusa a tulipano

cercando di asciugare gli occhi stanchi.

Vorrei sfiorarti il volto con le dita

e scoprirti felice insieme a me.

Sei lontana,

dove nemmeno le mie parole possono arrivarti,

lasciandomi in bocca il sapore caduco del fallimento,

così, solo, soffio la sabbia sulla mia pelle,

perché ti arrivi qualcosa di me.

lunedì 19 maggio 2008

le corp du roi


Sono il re di un'isola immaginaria


con una corona in gomma

ed uno scettro di frutta.

Io sono il mio regno

ed il mio corpo è sangue e terra.

Costretto alla prigionia,

mi sento limitato dai miei stessi confini.

Sento sotto pelle il vento del maggio fiorito

mi ricorda petali sparsi come lacrime

per chi adesso tace.

Vorrei liberarmi da me

per potermi osservare

e pensare che è colpa mia.

venerdì 16 maggio 2008

Galleria delle Immagini



Mi scuso con Nanni Moretti e ringrazio il programma senza il quale il foto ritocco non sarebbe mai esistito : il Paint.

giovedì 15 maggio 2008

dernière clope


Come da seduto,


su uno di quei grandi massi grigi

che costeggiano i porti,

la luce arancione del sole

si riflette sulla lente appannata.

Vorrei alzarmi

per respirare a pieno

della tua bellezza,

nascosta tra i flutti verde e bianchi

di un mare non ancora estivo.

D'improvviso,

come se cadessi

mi accorgo di essere solo,

così, col sole ormai addormentato,

torno a casa, fumando l'ultima sigaretta.

mercoledì 14 maggio 2008

martedì 13 maggio 2008

l'enfant et le jouet


Come se leggessi un libro su di te

sei l'ultimo ricordo che immagino prima di dormire.

Forse per caso, forse per necessità

ripeto il gioco d'innamorarmi di te.

Così come un bambino

rimane geloso del suo giocattolo,

io custodisco tra le mani

l'idea meravigliosa che ho di te.

Galleria delle Parole






Studere, studere, post mortem quid valere?




Anonimo latino

sabato 10 maggio 2008

La boîte des désirs


Sei l'amore timido di un'adolescente,


sei l'odore di caffè già pronto la mattina,

sei un abbraccio quando di sera, in estate, si leva la brezza,

sei la carezza del risveglio.

Vorrei leggere tra le righe del tuo sguardo

per immaginare i tuoi sentimenti.

Vorrei per te essere

spalla e viso, cuore e cervello.

Non sono più niente ormai,

non lo sono mai stato al di fuori di me,

ed il tuo silenzio

appesantisce adesso,

il vuoto che ho dentro.


Sei la mia scatola dei desideri,

rimasta chiusa nel mondo dei sogni.

martedì 6 maggio 2008

couleur brique


Come per orientarmi

torno a guardare il cielo.

Sogno una casa di mattoni rossi

in cui i giorni non abbiano il sapore delle lacrime.

D'improvviso,

la pioggia scioglie i miei desideri,

così con gli occhi umidi e delusi,

cerco di trovare negli altri

i sogni che vorrei.

sabato 3 maggio 2008

Albert Hofmann compie l'ultimo "viaggio"

(Baden, 11 gennaio 1906 – Burg, 29 aprile 2008)

Nella sua casa di Basilea è morto giorno 29 aprile Albert Hofmann. All' età di 102 anni s'imbarca per l'ultimo trip l'inventore del LSD.



vedi Albert Hofmann su Wikipedia

La lumier du jour


Ammiro la felicità,


specchiata negli occhi tuoi ridenti,

mi colpisce di sghimbescio,

come la luce che si riflette nello specchio

quando fa giorno.

Ti guardo immobile pensare,

cercando di riempire i vuoti

del costruito silenzio intorno a noi.

Quasi non provo più niente,

quasi dimentico te,

quasi dimentico il mondo.

giovedì 1 maggio 2008

1° Maggio




Oggi è il primo maggio e non posso risparmaire ai miei sparuti lettori (circa 2 - 3), che anzi ringrazio di cuore, un piccolo pistolotto politco che credo sarà non privo di banalità. Banalità perchè penso che purtroppo tutto ciò che di buono si potrebbe dire sul mondo del lavoro è reso banale, in quanto ripetuto a sproposito, da che di lavoro sostanzialmente non vive. Oggi come ogni anno si organizza il grande concerto del 1° Maggio organizzato dai tre grandi sindacati italiani, rinnovando così per l'ennesima volta la loro immagine che si propone giovane e fresca e sempre così vicina ai cari amici lavoratori, in nome dei quali (poveretti loro) loro si beccano l'abbondante pagnotta quotidiana. Fiumi di parole per un continuo nulla di fatto, pretendono, come molti partiti che perfortunaepurtroppo sono scomparsi dall'arco parlamentare, di rappresentare una classe ormai irrapresentabile, divisa trasversalmente tra i settori produttivi e componenti tecniche così eterogenee tra di loro.
Infatti, com'è giusto, tutti sembrano tesi a difendere il terziario, i telefonisti, i call center qualcuno addirittura si pronuncia in parole di morte dando il definitivo de profundis alla classe operaia, ma il problema rimane, la sicurezza manca, la legalità latita dai rapporti di lavoro, i salari incastrati e immobili sotto la scusa di dazi e balzelli che in fin dei conti non fanno altro che giocare la partita dei padroni, voi siete veramente convinti, infatti, che meno tasse per i padroni stiano a significare un salario più alto per i lavoratori??? Penso proprio di no...
Tutti sembrano solo tesi a rilasciare dichiarazioni, tutti parlano di nuovo, tutti sono proiettati verso l'innovazione di regole e trattati, ma cosa c'è di nuovo in tutto ciò??? Non sarebbe meglio vedere di applicare il vecchio caro statuto dei lavoratori ? (contentino padronale degli anni '70, ma meglio di un pugno in faccia...), le norme seppur vacue sulla sicurezza? Non sarebbe meglio allontanarsi dal mondo della politica smettendo di proporsi come specchietto delle allodole per attirare gli elettori che lavorano per vivere, come se poi non vedessimo i baci e gli abbracci tra loro e i falchi di Confindustria.
[Il Governo appena sconfitto è stato battuto anche là, insomma, come fai a far andare d'accordo padroni e lavoratori].
Concludendo, vorrei dire che ormai il mondo del lavoro ha perso la sua dimensione politica, diciamo quella istituzionale, ora non so bene se questo sia un male, infatti anche chi come me non ha vissuto i decenni caldi della storia del nostro paese, sa che comunque molto di quello di cui godiamo ora è frutto di lotte che col Palazzo avevano ben poco che fare, oggi, forse, è caduto lo specchio della democrazia rappresentativa, tra sindacati collusi e partiti interessati al potere, come dire... il lavoro ed i lavoratori sono solo parole per convogliare gruppi d'interesse sotto la propria sfera, tanto è vero che la Lega la votano anche i figli di vecchi tesserati PCI.
In questo primo maggio, io non ho ricette, dico però che come sempre l'unione fa la forza, ed una unione spontanea e non mediata che gridi a voce alta le proprie esigenze direttamente a chi di dovere può creare momenti di dialogo e di coscienza di una comunità di vite che non possono passare inosservate.


LAVORARE TUTTI PER LAVORARE MENO

mercoledì 30 aprile 2008

Qu'elle étais belle la nuit...


Andando a dormire,


fra il caldo ormai eccessivo delle coltri invernali,

spero d'incorrere in un sonno privo d'immagini.

Puntualmente però,

vivo i miei desideri in maniera così reale,

tutto sembra vita,

suoni, tremori ed emozioni.

Di mattina, quasi credo di aver vissuto.

Le immagini dei ricordi notturni

mi portano a sperare che ci sia spazio per loro

anche durante la veglia sospirante,

che delusa di essere tale

in fondo sempre spera nel momento del sonno.

sabato 26 aprile 2008

il 25 Aprile e il Grillo usurpatore

Ieri era il 25 Aprile, ma ieri non ho postato perchè carente di connessioni Internet, considerato che il mio fornitore ufficiale (leggi Università degli Studi di Catania) era inattivo. Sono sicuro di voler fare un post sulla data di ieri, un po' come Moretti era sicuro di voler fare il film nel film "Aprile", potrei e dovrei far altro ma lo voglio fare.
Il problema che sorge adesso è che non so cosa scrivere,ma cosa di non banale e non scontato? Forse si può cominciare da ieri pomeriggio. Difatti ieri mi sono recato ad una festa molto graziosa in un parco vicino la città di Acireale, dove anche li, sorgeva un banchetto per la raccolta firme di Beppe Grillo. La raccolta mirava di per sè ad obiettivi molto condivisibili, nello specifico:
  • abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria (soprattutto quotidiani)
  • abolizione dell'ordine dei giornalisti
  • abolizione della Legge Gasparri sul sistema radio televisivo
tutto ciò però esula dal significato originale di questa giornata, il V2 Day, sarebbe potuto essere in un giorno qualsiasi dell'anno, il 25 aprile serve per ricordarci che l'Italia ha subito una feroce dittatura autoritaristica e che grazie all'ardire e allo slancio di uomini coraggiosi (e degli alleati, per chi dovesse subito correggere) ha trovato la forza per liberarsene. Il Fascismo è stato il male assoluto e il 25 Aprile è il giorno in cui l'Italia intera si è liberata da questo male, da questo cancro. Ieri era il giorno dei partigiani, dei ricordi, della memoria; il giorno in cui i nonni raccontano ai nipoti cosa è stato veramente quell'inferno, affinchè le generazioni future capiscano cosa è bene e male, e in futuro sappiano bene da che parte stare (sperando non accada mai niente di simile). Il giorno per la libertà dei mezzi d'informazione può essere tutti i giorni, ma non il 25 Aprile, chi raccoglieva ieri le firme, non pensava a quello, pensava a Grillo, pensava a Berlusconi o a chissà cosa...
Se Grillo, ora, dovesse, raggiungere il suo obiettivo, io sarei contento, come ho già detto, mi sembrano punti condivisibili, ma occorre stare attenti, a non confondere e non scavalcare, non vorrei che un giorno, a lungo andare questo diventasse il giorno di Grillo e non dei partigiani morti per la libertà.

mercoledì 23 aprile 2008

cigarettes au soleil


Amo i miei ricordi,


come quando in balcone,

fumi una vecchia sigaretta,

come se fosse la prima,

senti quel sapore familiare e sconosciuto,

fumi tabacco e paura di essere scoperto,

così odorando le dita impregnate di fumo,

ti sembra che tutto possa ritornare,


o almeno lo speri,

che il mare ritorni blu,

il sole forte da farsi filtrare con le dita

e l'amore felice da non farsi temere.

martedì 22 aprile 2008

Galleria delle Parole



UN CHIMICO

Solo la morte m'ha portato in collina
un corpo fra i tanti a dar fosforo all'aria
per bivacchi di fuochi che dicono fatui
che non lasciano cenere, non sciolgon la brina.
Solo la morte m'ha portato in collina.

Da chimico un giorno avevo il potere
di sposare gli elementi e di farli reagire,
ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l'amore.
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.

Guardate il sorriso guardate il colore
come giocan sul viso di chi cerca l'amore:
ma lo stesso sorriso lo stesso colore
dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore.
Dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore.

È strano andarsene senza soffrire,
senza un voto di donna da dover ricordare.
Ma è fosse diverso il vostro morire
vuoi che uscite all'amore che cedete all'aprile.
Cosa c'è di diverso nel vostro morire.

Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano.

Ma guardate l'idrogeno tacere nel mare
guardate l'ossigeno al suo fianco dormire:
soltanto una legge che io riesco a capire
ha potuto sposarli senza farli scoppiare.
Soltanto la legge che io riesco a capire.

Fui chimico e, no, non mi volli sposare.
Non sapevo con chi e chi avrei generato:
Son morto in un esperimento sbagliato
proprio come gli idioti che muoion d'amore.
E qualcuno dirà che c'è un modo migliore.


Canzone tratta dall'album "Non al denaro, non all'amore né al cielo" - Produttori Associati - 1971

lunedì 21 aprile 2008

en t'oubliant


Nei miei ricordi di ieri ti sento,


vorrei liberarmi del tuo pensiero

strappando la tua voce,

come si fa con una lettera del passato.

Ma come la pioggia sottile

quando danza con il vento

t'arriva sul volto impreparato a riceverla,

stralci di te,

d'improvviso mi accarezzano il viso.

Così diviso tra rassegnazione e desiderio,

vorrei vestirti di parole,

per cercare di recuperare dai frammenti,

cio che di te mi resta,

per fingere di dimenticarti.

Sulla divinità e sull'amore

Certi attimi sono così difficili, certi così intensi, in effetti seppur pieno di lacune io sono la sola cosa di cui ho coscienza, tutto così vuoto, tutto così perfetto ed io così perfetto a viverci dentro, così pieno di paura di scoprire che il senso di quello che mi circonda è alla base così banale. Se io guardo gli altri e capisco la mia umanità, guardo gli animali e capisco la loro natura così diversa eppure così vicina alla mia. Guardando Dio gli attribuisco l'essenza stessa di tutto, gli attribuisco in definitiva, quel senso che cerco di trovare, ma non trovo, ma mi domando, e ogni volta muoio un po' dentro, che se anche Dio è quello che è, o che crediamo sia, ma l'unica cosa che ci accumuna è la pura e semplice esistenza. Chi da senso a Dio? Nel senso se fossimo solo noi ad attribuire la "divinità" a Dio, in quanto non possiamo ricavare la sua vera identità perche il confronto a noi è impossibile, anche solo perchè "piccoli" e facenti parte di una generazione giovane della terra. In definitiva l'uomo è in continua evoluzione, l'uomo potrebbe essere Dio, capace all'apice dell'esistenza della sua esperienza di vita di prendere la percezione di aver raggiunto tutte le caratteristiche della divinità. Se il cammino dell'uomo fosse questo: autocoscienza del se e delle proprie capacità assimilabili a quelle della divinità? Se si pensa noi abbiamo già dentro le caratteristiche della divinità, la già citata esistenza e comunque il fatto di poter ricreare la vita, se Dio ha creato la "Vita", noi lo facciamo giorno per giorno, la natura tutta ha in sè questo potere creativo, diciamo. Dio è intagibile, se cerchiamo col nostro strumento d'indagine migliore: il corpo ( oggetto teso tra immanenza e trascendenza, alla quale non bisogna per forza dare caratteristiche divine, ma intendo qualcosa di non fisico, che sfugge a quello che viene detto ragione) io le uniche cose che non riesco a vedere e percepire, in pratica l'unica trascendenza che vedo applicata tutti i giorni, e che anzi avvolte stravolge il nostro agire e il nostro mondo fisico sono i sentimenti. Con questo aspetto sembra quasi che essi vengano da Dio, nel senso che che sono accumunati da una stessa natura trascendentale, ma io vedo sia bene che male, e se Dio ach'egli fosse bene e male, magari è proprio questa ambivalenza così "tipicamente" umana la famosa immagine e somiglianza di cui ci arrivata memoria. Anche se sempre basandosi sempre su quello che ci comunica il corpo; si sta veramente bene quando lo si fà. Il senso è che è il bene che porta il bene dentro di noi, ci sono certi modi dell'agire umano che a mio parere sono Male, al di la della Cultura, gli atti che poi praticamente ci fanno sentire male a livello interno, quel tipo di dolore che è così "trascendente". E se Dio, la sua perfezione, derivasse proprio da questo, cioè dal fatto di aver conosciuto cos'è il male ed essersene distaccato fino a diventare puro amore...? L'essere perfetto è un essere di puro amore, e tale peculiarità e conditio sine qua non per la sua divinità (sonno..zzzzz...)

fonte: il mio taccuino

domenica 20 aprile 2008

Galleria Video






Scena tratta dal film drammatico di Marco Bellocchio "Buongiorno Notte". Film del 2003 sul rapimento Moro. La canzone è "Fischia il vento" una celebre canzone popolare, il cui testo fu scritto nel settembre 1943, ovvero quando iniziò la resistenza, da Felice Cascione (2 maggio 1918 - 27 gennaio 1944) per incitare il movimento partigiano. La musica è quella della canzone russa Katyusha. Con Bella ciao, è una delle più famose canzoni che commemorano la resistenza. (it.wikipedia.org)



Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.

A conquistare...

Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.
Nella notte...

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.

Ormai sicura...

Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!
Sventolando...



Preparandosi al 25 Aprile