sabato 10 gennaio 2009

Cuori, Quadri, Fiori e Picche

Di questi tempi ho voglia di scrivere anche se non so bene cosa, ma l'importante è iniziare. Parlo - anzi parlavo prima di scrivere - della gente che si fa appendere con anelli e piercing per provare dolore, masochismo insomma; si parlava e il mio saggio interlocutore mi dice "eppure è la cosa da cui tutti fuggono". Quindi cosa può portare alla necessità di provarlo? Sono forse persone morte dentro che riescono a sentirsi vive solo provando dolore??? Non so darmi una risposta. Vero è, comunque, che mai ci si sente più vivi che come quando si soffre, o come quando fuori piove - io personalmente soffro quando fuori piove, ma lasciamo da parte la mia meteoropatia. La mia curiosità mi spinge anche verso un altro lido, e cioè: quando ci si sente vuoti a tal punto da voler soffrire, vuol dire che vi è una sofferenza di base, non fisica ma interiore; magari allora si vuol dimenticare la prima per la seconda, anche perché quando stacchi l'ago dalla carne e ritorni con i piedi per terra il dolore finisce e ti rimane quella piacevole senzazione della fine della sofferenza; come quando da stanchi per il lavoro ci si distende e si sentono gli arti dolere piacevolmente, ma pur sempre dolere. Contrariamente al fisico, un "io" che soffre dentro non ha scampo, non ha vie di fuga, se non appunto (forse) quella di rifugiarsi nel suo gemello corporeo. Già, mi ha sempre incuriosito questa ambiguità semantica infatti dolore e sofferenza sono parole che vengono usate indifferentemente sia per la mente che per il corpo, che in fin dei conti sono il dualismo fatto persona, sono l'uomo. Come associare, e come d'altronde non farlo, essendo due facce della stessa medaglia, i due tipi di dolore, uniti seppure diversi? Evidentemente, qualcuno fa le sue classifiche e decide cosa è meglio e cosa è peggio e qualcun altro al massimo pensa di scriverci una cazzata sopra.

domenica 21 dicembre 2008

Il Natale dei Senza Speranza

Questo post sicuramente andrà tra le etichette denominate sotto la voce "altro" ecco anche perché sono talmente apatico che non ho voglia nemmeno d'inserire la punteggiatura, o almeno lo farò sporadicamente, visto che comunque la sbaglierei e finalmente un punto. Appunto dicevo, il Natale o meglio il natale maiuscolo o minuscolo che lo vogliate dire io personalmente ne ho le palle piene, quello che dico non si rivolge ne viene pensato da una mente assolutamente atea o credente, ecco la religione qui ha ben poco a che fare il centro è quel mito del natale assolutamente laico capitalistico della Speranza. Ecco un altro punto - in tutti i sensi - il problema è che ogni anno c'ingozziamo di leccornie e film di babbo natale, ma tutto questo è imperniato di una melassa appiccicosa di desideri che noi tutti speriamo vengano realizzati e che ne i films effettivamente lo sono, bene... Normalmente e fino allo scorso giorno 25 dicembre, io credevo che sperare fosse una buona cosa, e continuavo a farlo laccato e com'ero di anni di spirito natalizio costantemente difforme da quella che è ed è stata la mia esperienza con questo rigido giorno di fine anno. Questo è l'ultimo punto, o forse il penultimo visto che ne avrò bisogno per chiudere questo discorso patetico, ecco vorrei concludere con la mia ammissione al mondo si: (addirittura due punti) sono senza speranza - ecco - no nel senso che intendono i miei professori o i miei genitori, ma proprio senza la speranza che per ciò che voglio ci sia rimedio, basta e punto - l'ultimo.

giovedì 18 dicembre 2008

indifferenza

non si può passare oltre

il letto inconscio dell'emotività

facendo finta che quello ch'era

oggi non è più

prima o poi il fiume

senza pioggia

perderà le sue anse

e dall'amore non nascerà

che indifferenza

mercoledì 19 novembre 2008

Galleria delle Parole

Le Pont Mirabeau

Sous le pont Mirabeau coule la Seine
Et nos amours
Faut-il qu'il m'en souvienne
La joie venait toujours après la peine

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure

Les mains dans les mains restons face à face
Tandis que sous
Le pont de nos bras passe
Des éternels regards l'onde si lasse

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure

L'amour s'en va comme cette eau courante
L'amour s'en va
Comme la vie est lente
Et comme l'Espérance est violente

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure

Passent les jours et passent les semaines
Ni temps passé
Ni les amours reviennent
Sous le pont Mirabeau coule la Seine

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure


Guillaume Apollinaire



TRAD:



Il Ponte Mirabeau


Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango

Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L'onda stanca degli eterni sguardi

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango

L'amore se ne va come quest'acqua corrente
L'amore se ne va
Com'è lenta la vita
E come la Speranza è violenta

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango

Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango


Guillaume Apollinaire


Apollinaire su Wikipedia

domenica 9 novembre 2008

le loup et la caverne

Vuoto come un antro,

il mio corpo è cavo.

All'interno parole e sentimenti

s'amplificano

in un' eco ridondante e dolorosa.

Dalle sue guglie aguzze

rimbalzano i colori della vita,

che i neghittosi sensi

continuano a narrarmi.

Così io prosieguo a scivolare

senza appigli,

sulle pareti lisce

del mio affrancamento filiale.

domenica 2 novembre 2008

Moi-même!

Non più una riga di esaperato romanticismo

non più versi

solo corpo e sorrisi

per sciogliere i miei pensieri.

Non importa il futuro

né il sogno,

solo il presente indicativo

alla prima persona singolare.

Muoio e rinasco ogni mattina

rinuncio a tutto

per battere me stesso.

domenica 28 settembre 2008

Galleria delle Parole

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

5 Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.


Eugenio Montale - da Ossi di seppia - 1925




lunedì 22 settembre 2008

Promozione Discografica - Gli "Ultimi Suoni" di Soul Cerbero





La prima fatica solista di Giovanni Arezzo, poliedrico artista dai mille talenti, attore, rapper, mio concittadino nonché stimato amico.



SoulCerbero's official MySpace
Il MySpace di Vannino (l'attore)

(vedi comunque barra laterale dei siti amici)



venerdì 19 settembre 2008

Galleria Video



Danziamo di Io, Carlo dall'album "In perenne riserva" - Motivo 2007


TESTO:

Vorrei sapere
che cosa fai stasera,
vorrei sapere
dove punta la tua vela,
vorrei sapere qual è
la direzione del tuo cuore,
e quali sono le parole
che vuoi sentirti dire,

RIT
[io non credo si possa,
capire,
il senso di quest'attrazione
e allora che dire che fare,
meglio danzare, dai
danziamo danziamo,
indossiamo sorrisi smaglianti
ed abiti ricchi e sgargianti
e danziamo,
ripetiamo il rituale più antico del mondo ed in tondo
danziamo danziamo
continuando a mostrarci per ciò che non siamo
e che non saremo mai,
che non saremo maaai,
che non saremo maaaaaaaai]

vorrei saperti
sola e stanca,
vorrei saperti
triste ed affranta
e bisognosa di me,
di mille piccole attenzioni
di innumerevoli effusioni,
ma tu, sorniona ridi

[RIT]



lunedì 15 settembre 2008

Galleria Video

Ragazzi surfano in pieno centro città all'interno del magnifico "giardino inglese", grazie ad un fiume e delle onde artificiali.

Englischer Garten - Monaco di Baviera - Luglio 2008

mercoledì 20 agosto 2008

bougies d'espoir

Ricordo l'inizio di una vita.

Ricordo un raggio di sole invadermi lo sguardo.

Ricordo il mio ultimo momento felice.

Adesso mille piccoli desideri baluginano scomposti,

nell'umore vitreo della mia solitudine.

Adesso è tardi per capire la sofferenza,

come essa infittisca le emozioni

dandoti il senso della vita.

La vita è in me adesso

più di chiunque altro.

Soffro e sono vivo,

ma sembra una vita non mia.

venerdì 4 luglio 2008

A Presto!!!


I miei post già di per se sporadici da oggi lo saranno ancora di più. Difatti mi trasferisco in un posto dove la connessione Internet è assente se non da un carissimo InternetPoint, gestito tra l'altro da gente odiosa. Alla Prossima!!! Ciau da Peppe!!!

P.S. conoscendomi e conoscendo la mia dipendenza dal web potrebbe essere che posto anche domani, ma non si sa mai!

Galleria delle Parole






"Si puo' sospettare, dunque, che esista una segreta carta costituzionale che al primo articolo reciti: La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini."



Leonardo Sciascia - Il Cavaliere e la morte




sabato 28 giugno 2008

petites lumières


Piccole luci di te


riverberano sul blu quieto

della mia memoria.

Ricordo i tuoi occhi di sciara

lambire i miei come una lacrima.

Adesso il mondo sembra

un posto troppo vuoto

e tu sei ormai l'immagine riflessa

del mio amore immaturo.

venerdì 27 giugno 2008

Le impronte come marchi a fuoco


Le mie ultime speranze di un'Italia segnata da un governo normale, anche se di destra, sono definitivamente cadute. Sta accadendo qualcosa di molto strano, di pericoloso, si sta confondendo l'identità etnica e razziale con la totalità dell'esperienza dell'essere umano, con le miriadi di complessità che ci forgiano continuatamente. La schedatura delle impronte digitali dei ROM, bambini o adulti che siano, ma in quanto tali, è un esempio assurdo di razzismo e discriminazione. Se molti di loro sono di cittadinanza italiana, molti altri lo sono "ufficiosamente" dato il lungo tempo di permanenza nel Paese, che cosa fa allora un vero Italiano (?), dovremmo forse tutti andare a consegnare le nostre impronte (?). Si parla di sicurezza, "l'elettorato, la gente che ci ha votato chiede sicurezza al governo" si sente dire solo questo, ma non si capisce che isolando e discriminando in maniera così aggressiva ed invasiva una classe ed etichettandola come pericolosa, non si fa altro che "ufficializzare" da un punto di vista politico-istituzionale un sentire stereotipato già presente all'interno di molti di noi. Ieri a "Primo Piano", il quotidiano del TG3 in onda in seconda serata, Amos Luzzato, ripercorreva i tempi della sua infanzia quando veniva indicato a dito come giudeo sentendo una comunità d'esperienze con quelle dei ROM di oggi, ("Timbrati come noi, piccoli ebrei") sappiamo tutti come è poi finita la storia della comunità ebraica. Vogliamo che si ripeta lo stesso grado di discriminazione politica e di cittadinanza (?), vogliamo continuare con le classi nelle quali sono inseriti 13 alunni su 15 di origine ROM (?), o vogliamo dare spazio alle persone in quanto tali e punire chi delinque e non chi subisce il peso di un'identità, che spesso noi forzosamente applichiamo, e dalla quale lo stesso si vorrebbe svincolare (?).

domenica 22 giugno 2008

Galleria Video


Foutaise: cortometraggio del regista francese Jean-Pierre Jeunet, del 1990. Il regista si affida al suo attore "fetiche" Dominique Pinon e gli fa elencare di fila i suoi "j'aime" e "j'aime pas" (tema che verrà ripreso dieci anni più tardi nel ben più noto "le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain") accostando con semplicità quelli più semplici a quelli più profondi e toccanti. Vi rimando al sito del regista dove protrete trovare ulteriori info sul corto e su di lui.


Link:

Jean-Pierre Jeunet (sito ufficiale)
Dominique Pinon (wikipedia)

sabato 21 giugno 2008

nuit en ville


Adesso è tardi,


sarebbe ora di dormire,

ma è come se lo facessi da tutta la vita.

Finalmente tutto è in silenzio,

solo l'aria umida e soffice mi ronza,

quasi come se il mondo aspettasse un cambiamento

e gli oggetti ne fossero i muti spettatori.

I miei passi come i giorni che vanno

si alternano sul pavimento che rilascia calore;

non ci si può rassegnare, né spiegare

che qualcosa risulti incomprensibile;

così il caldo aumenta

e la luce sfocata ed incandescente

traforma tutto in teatro

e la vita sembra

un monologo mentale

di cui si aspetta la fine.

Galleria dell Parole

Come avrete capito il mio sentire patriottico di questi tempi è andato un po' scemando, dopo il 2 giugno e le sue belle divise è sempre tutta discesa...
Così mi è capitato di sentire questa blague alla radio, davvero molto carina, che voglio riproporvi.

Quando un tedesco non sa una cosa........LA IMPARA
Quando un americano non sa una cosa...PAGA PER SAPERLA
Quando un inglese non sa una cosa.........CI SCOMMETTE SOPRA
Quando un francese non sa una cosa......FA FINTA DI SAPERLA
Quando uno spagnolo non sa una cosa...CHIEDE CHE GLI SIA SPIEGATA
Quando un greco non sa una cosa...........TI SFIDA A CHI HA RAGIONE
Quando un irlandese non sa una cosa....CI BEVE SOPRA
Quando uno svizzero non sa una cosa....CI STUDIA SOPRA
Quando un italiano non sa una cosa........LA INSEGNA !!!

mercoledì 18 giugno 2008

Galleria Video

Simpatica animazione sulle differenze tra italiani ed europei, tra realtà e cliché, sorridendo troverete qualche nostra piccola magagna.
Animazione di Bruno Bozzetto.

sabato 14 giugno 2008

sans sens


Vorrei vivere in un limbo


dove non esiste la bellezza,

dove i sensi, come velati

non lasciano spazio che a noi.

La, ti chiamerei per nome

narrandoti del mio sogno d'amore.

La felicità senza riserve

sarebbe allora vicina,

non più dubbi,

non più sogni da ricordare durante il giorno,

solo la tua mano

per avvertire la tua presenza.